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RicercaGli ultimi dieci anni il settore tessile-abbigliamento italiano ha certamente sofferto: non tutte le imprese hanno avuto performance negative ma nel complesso in questo decennio il settore ha dovuto avviare profonde ristrutturazioni che hanno avuto conseguenze sulla consistenza numerica delle imprese e degli addetti.
Eppure c'è un gruppo di aziende che in questi dieci anni ha avuto performance economiche positive, molto più positive rispetto all'andamento del mercato e delle simili imprese concorrenti che adottano altri modelli di business. Si tratta delle imprese del cosiddetto fast fashion o moda veloce, un'evoluzione di ciò che nei primi anni '80 veniva identificato come pronto moda, piccoli laboratori in grado di fare produzioni rapide a imitazione di quelli che si rivelavano i prodotti best seller di stagione.
A queste aziende, a questo modello di business, l'Area Studi di Diomedea ha dedicato un Osservatorio concentrandosi non tanto sulle notissime aziende internazionali già presenti da tempo in Italia (come Zara, H&M o Mango) ma alle piccole e medie imprese italiane che, pur lavorando con proprie catene di negozi, completano la propria distribuzione grazie ai negozi multimarca che, come è noto, ancora oggi in Italia costituiscono il 50% del venduto del settore.
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